Giorno 2 - Una giornata stravissuta

Dall’alba al tramonto… e oltre. Senza mollare mai!

L’Unipol Arena, tempio del basket bolognese, è abituata alle imprese, ma questa 15 ore di agility molto probabilmente rientrerà tra i primati.

Il programma era fitto, la giornata prevedeva infatti le gare a squadre jumping small e medium, e lagility a squadre per le categorie large e small.

Il pubblico, che alle 6.30 si assiepava davanti ai cancelli nella luce rosata dell’alba è stato uno dei segnali più incoraggianti per chi si stava apprestando alla lunga giornata di gare.

Affrontare il tunnel sotterraneo che di solito porta i giocatori di basket in mezzo al campo è un’emozione inspiegabile -raccontano tutti gli atleti- ci si ritrova al centro di un’arena che anche oggi, nonostante il giorno infrasettimanale, è gremita di un pubblico che pretende lo spettacolo. È anche una responsabilità, quindi, non solo perché addosso ciascuno ha i colori di una bandiera, ma perché migliaia di persone hanno gli occhi puntati su di te e anche se hai qualche minuto prima di entrare in campo, questo è proprio il momento in cui realizzi dove sei. E un mondiale… è sempre un mondiale!

Partono i medium, 123 atleti compresi tra i 35 e i 43 cm che hanno la grinta di una pantera e affrontano i 21 ostacoli come lippe, abbaiando in alcuni casi forsennatamente, per poi saltare in braccio felici e soddisfatti al loro proprietario, che li ha guidati nel percorso correndo insieme a loro.

Sugli spalti il tifo è proprio da stadio, ci sono i settori con le varie tifoserie e appesi striscioni con tanti incitamenti. Di primo acchito potrebbe incuriosire come tanta gente abbia attraversato in molti casi un oceano, cambiato continente, nel migliore dei casi fatta comunque tanta strada per venire a vedere questi campioni… ma è presto detto: è uno sport coinvolgentissimo!

La concorrenza è serratissima perché l’agility è uno sport popolare in tutto il mondo, e qui ci sono solo i migliori dei migliori. Sul podio del Team Jumping Medium sale sul gradino più alto la Repubblica Ceca: tutta la squadra è stata impeccabile, con tempi ottimi. Con meno di due secondi di scarto, segue la Svizzera (ancora! Ieri terza, ora seconda… sarà merito del cioccolato?) e per poco più di un secondo la Polonia è terza.

Quando la concorrenza è serrata le classifiche si fanno per un pelo!

Le premiazioni, sono divertentissime perché il pubblico si scatena: la Svizzera -con un’autoironia insospettabile- sfodera cappelli a forma di gruviera e assordanti campanacci, la Danimarca i classici elmi da vichingo con tanto di trecce bionde… i francesi sono sfegatati e sono tutti blu, bianchi e rossi… ognuno ha il suo repertorio.

La seconda gara della mattinata è quella degli small, giudicata da Sandra Deidda. Assistere a questa prova è divertentissimo: sono dei furetti che corrono come lepri, il 60% degli iscritti in questa categoria sono Shetland Sheepdog, ma c’è un 14% di Barboncini che sono spettacolari e un 10% di grintosissimi Parson Russell Terrier. L’altezza prevista per i loro salti è di 30 cm, e la lunghezza del loro percorso che il giudice ha disegnato per loro è di 173 mt.

Trionfa la Svezia, seguita dalla Russia e dalla Slovenia. L’Italia è in ripresa e ha fatto un netto, due percorsi con una penalità e purtroppo un eliminato che le ha pregiudicato una buona posizione in classifica.

Non siamo che a metà… perché ora inizia l’agility, la prova più tecnica e impegnativa. Bellissimi i due percorsi tracciati dal giudice svizzero Sascha Grunder, che giudicherà entrambe le prove, coadiuvato dal giudice italiano Fulvio Frixone per le zone di contatto. Finora tutti i percorsi, anche quelli di Sandra Deidda, sono stati apprezzati dagli atleti per la grande libertà di interpretazione che ha dato modo agli appassionati più preparati di apprezzare le varie scuole di agility, i diversi modi di condurre.

Gli atleti italiani fanno una prestazione entusiasmante, ma fino all’ultimo resteranno col fiato sospeso perché tanti sono i cani fortissimi, molti, individualmente, hanno fatto una prestazione eccezionale… inoltre la Border Encore di Gianluca Schingaro è in calore e correrà per ultima, insieme alle altre femmine in calore.

Solo dopo il suo netto esploderà l’arena con cori, inni, fischi e trombe… e tutti gli atleti azzurri che insieme ai volontari festeggiano. Sul podio alla loro sinistra la Gran Bretagna, seconda classificata per una manciata di centesimi, e a destra gli USA, terza, ancora con pochi centesimi di differenza!

È stata una gara bellissima, molto vissuta dal pubblico, così come quella degli small che terminerà alle nove di sera… con un’arena ancora gremita che Stefano Marelli, infaticabile cerimoniere, tiene viva, soffiando sulla brace!

Sul podio degli small, sul gradino più alto, la Repubblica Ceca, che a questo punto si aggiudica il mondiale a squadre nella categoria small!

I più grandi complimenti a: Olga Edrová con “Bodie” (Shetland), Adéla Havlíková con Bejka (Zwergpinscher), Pepe di Dita Korcová (Barbone standard) e Martina Konecná con Inch (Shetland).

La classifica dell’agility small prosegue con la Gemania e l’Austria distanziati tutti da proprio pochi secondi. Per il titolo mondiale squadre nei large vince la Gran Bretagna, a sinistra la Slovenia, a destra la Francia; l’Italia è nella top ten, al nono posto.

È stata davvero una giornata stravissuta… e domani sarà altrettanto, con le tre individuali di jumping (large, medium e small) e la prova Team Agility Medium!